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Ospite: ANDREA CAVALETTO

ANDREA CAVALETTO

Nasce il 23 luglio 1976 nella provincia torinese dove vive e lavora. Si specializza in graphic design e illustrazione presso l'istituto Europeo di Design di Torino. Lavora come creativo dal 1998 e contemporaneamente collabora con vari editori e produttori cinematografici italiani e stranieri come illustratore e sceneggiatore.

I film da lui sceneggiati hanno ricevuto ottimi riscontri di critica e hanno vinto numerosi premi nei festival di genere italiani e internazionali. Tra i film horror da lui sceneggiati ricordiamo il cannibal cult cileno HIDDEN IN THE WOODS diretto da Patricio Valladares e l'home invasion/zombie movie BEAUTIFUL PEOPLE diretto da Amerigo Brini.

Per Sergio Bonelli Editore ha scritto sceneggiature di Dylan Dog e Martin Mystere.

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"TIENI A BADA I TUOI DEMONI"

Un'introduzione a PARANOID BOYD di Andrea Cavaletto

Dovete sapere una cosa: mi imbarazza scrivere introduzioni. Mi imbarazza e rende impacciato. Non so mai cosa dire, come dirlo e quanto posso dire. Se poi devo scrivere l'introduzione a un progetto mio... ecco, preferirei scappare lontano. Mi prende l'ansia. Sarà perché sono un po' paranoico. Nulla di esagerato, solo un po'. Ma l'ansia da paranoia la conosco abbastanza bene. E' sempre lì. Mi respira accanto. Di solito se ne sta buona. Altre volte, nei periodi di stress o stanchezza, esce fuori. Esplode come una bomba dentro di me. Mi ruba l'aria, mi fa sudare. Mi fa vedere nero. Moltiplica i miei nemici e me li indica. Mi spiega con assoluta chiarezza tutto il male che mi vogliono fare. Tutti i complotti segreti, tutte le trappole che stanno preparando per me. E' incredibile come ogni sensazione diventi un indizio, come ogni supposizione diventi una prova...

Insomma è un gran casino. Adesso la so controllare. Credo di saperla gestire. E quando mi riprendo l'ossigeno, torno a ragionare. La paranoia si ridimensiona e si nasconde. Ma la vedo e la sento. E' sempre lì. E sono sicuro che la maggior parte di voi sa di cosa sto parlando. Perché la paranoia ci viene a far visita, prima o poi. E quelli che dicono di non conoscerla è probabile che non siano così sinceri nemmeno con loro stessi. La paranoia ha mille volti e mille forme. E' ovunque. E questa serie gliela dedico. A lei, che fa paura e orrore. A lei, che ti scava dentro e tira fuori i tuoi incubi e le tue ossessioni più nascoste e inconfessabili. presentandotele in un piatto degno di Master Chef. A lei, che ti fa credere di essere sempre nel giusto, anche quando sai che stai facendo le scelte sbagliate. A lei, che ti sussurra all'orecchio con voce suadente dicendoti che tu hai ragione sempre e gli altri torto. E chi se ne fotte se non ti seguono. Moriranno, perché non ti danno ascolto...

William Boyd, il protagonista, sono io. Sono io in situazioni in cui spero davvero di non trovarmi mai. William Boyd è una versione distorta di me. E' un uomo che è completamente vittima dei suoi demoni. La bomba in lui è già esplosa. E ancora esplode. Esplode. Esplode. William Boyd è una continua esplosione. William Boyd si lascia guidare dalla sua paranoia. Ne è schiavo. William Boyd vede il suo mondo. Ogni fottuto giorno. E per quanto si sforzi, non riesce a farlo convivere con quella che noi comunemente definiamo realtà. Che poi, cos'è la realtà? Io non saprei dirglielo, davvero. Mi suggerite una definizioneche possa andare bene anche a lui? Perché è quella la domanda che mi fa quando sono lì che scrivo la sua storia. E più scrivo, più mi allontano da una risposta convincente.... 'fanculo la realtà. La realtà non esiste. E' un'invenzione dell'uomo, come il tempo. Il fatto è questo: ciascuno di noi ha la sua realtà. Passiamo il nostro tempo alla ricerca di qualcuno che veda le stesse cose che vediamo noi. Ed è così che fa will. Quindi non dobbiamo stupirci se anche le persone che lo circondano sono simili a lui. Amici o nemici, hanno tutti i loro demoni da tenere a bada. Come me, del resto. Come i molti disegnatori che ci terranno compagnia in questo viaggio. Come Rossano Piccioni di Edizioni Inkiostro, che ha deciso di pubblicarmi, a suo rischio e pericolo. E come voi che leggete, di sicuro. Ricordate, se siamo qui, è perché in parte condividiamo la stessa realtà e vediamo i demoni...

Andrea Cavaletto, Salassa, 2 maggio 2015.